venerdì 3 agosto 2012

Ricordi di un tempo passato

Oggi, leggendo un articolo su un forum e complice il compleanno di ieri che mi ha fatto spegnere ben 53 candeline, mi sono tornate in mente le mie vacanze estive in campagna dai nonni paterni.
Mio padre era nato in campagna, era figlio di contadini e in quegli anni se volevi mangiare dovevi andare nelle città, nelle fabbriche. Lui emigrò per un paio di anni a Varese e io sono nata lì, ma ottenne quasi subito il lavoro nelle FS e il trasferimento a Padova.  Tutti fine settimane tornava in campagna, dove c'erano ancora i campi da seguire, le mucche, i maiali e due genitori da aiutare.
E io sempre dietro. Finivo la scuola e iniziava il periodo delle vacanze: colonia (triste capitolo per me a quel tempo...trovate il racconto qui) e la campagna dai nonni. Rientravo a scuola che sembravo una carbonaia da quanto ero scura.
Quanto mi sono divertita e quanti ricordi...la casa colonica lunga in cui abitavano anche uno fratello e un cugino di mio nonno con le rispettive famiglie,  la  scala esterna sotto il portico che portava alle camere da letto, il gabinetto fuori fatto con assi di legno per pareti, la cucina dove alla mattina si faceva colazione. Ma mica latte e biscotti...frittata, salame e polenta abbrustolita sulla cucina economica sempre accesa anche d'estate. Poi fuori nei campi, io a giocare e gli altri a lavorare. Avevo un rapporto speciale con uno zio,  il fratello più giovane di mio padre. Lui studiava e lavorava e nei fine settimana tornava a dare una mano a casa...ma aveva una quindicina di anni più di me e l'ultima cosa a cui pensava era il lavoro. Le altre erano le ragazze, la lambretta e il cinema. E la nipote pestifera attaccata come una cozza.  Un pomeriggio scoppiò un temporale e noi eravamo nei campi. Lui doveva fare il galante con una ragazza e accompagnarla e mi fece mettere sotto un albero e mi disse di aspettarlo li. Solo che dopo aver portato a casa la ragazza salvandola dalla pioggia, si era dimenticato di me e così quando si presentò tranquillo a casa per poco non lo menavano. Venne a prendermi di corsa una zia che viveva in casa, pregando mi disse dopo che non fosse successo nulla visti i lampi che c'erano.
"El pensa soeo ae cotoe, ghe cavo i cavei daa testa! ! (Pensa solo alle gonne, gli tolgo i capelli dalla testa)...e io non mi volevo muovere perchè mio zio mi aveva detto di restare lì fino a quando lui non tornava.
E poi...non innoridite!...quando si dava acqua ai campi, mio zio mi faceva mettere la bocca della pompa che tirava su l'acqua dentro alle varie buche che trovavamo. La forza dell'acqua faceva uscire le talpe o, adesso ne sono sicura, i topi ...e lui pronto con la vanga o la forca li ucideva. E ridevo !!! Adesso ho paura anche di un topolino piccolo piccolo.
A lato della casa colonica correva il corso d'acqua che si chiamava, si chiama ancora, Vendura. Acqua corrente limpida e ghiacciata che d'estate era il frigorifero per le angurie e i meloni che raccoglievano nei campi. Quante volte ci son caduta dentro e quante volte mio zio mi ripescava brontolando perchè poi mia nonna gli pelava la zucca.
Un altro ricordo vivissimo nella mente era ogni sera l'uscita dei buoi e delle mucche dalla stalla fino alla grande vasca dove bevevano. Mi mettevo con gli altri ragazzetti ai lati della stradina e li guaravo passare, lenti e tranquilli...mi sembravano enormi allora.  Ai maiali invece ci era tassativamente proibito avvicinarci, specialmente se c'era la scrofa con i piccoli.
E il caldo? Adesso sembra che quello che sentiamo sia il più afoso, il più secco. il più lungo...il più di tutto. Ma mi sa che era lo stesso di quegli anni ...
La sera la televisione era per i grandi, noi bambini giocavamo fino a che non era buio fitto, poi seduti nella corte ci raccontavamo storie di mostri e fantasmi fino a quando mamme, nonne o zie ci mandavano a letto.
Rammento come fossi ancora in quel tempo e in quei luoghi, il cantare delle cicale, i grilli, le lucciole! Gli odori! Ora la chiamiamo puzza, ma era l'odore della terra, della campagna, del lavoro duro e difficile dei contadini.
Sapete che ho imparato intorno ai nove/dieci anni a spiumare e pulire un pollo? ...mia nonna gli tirava il collo, lo bagnava con l'acqua bollente e poi via a togliere le piume, lo si curava togliendo fegato e duroni, zampe e collo e poi si metteva in pentola per il pranzo della domenica.
Begli anni...non so nemmeno io perchè mi siano venuti in mente oggi.


I miei genitori adesso riposano nel piccolo cimitero di quella campagna che mio padre amava tanto. Intorno a loro ci sono campi di grano e papaveri. E sullo sfondo le montagne del Grappa...alte, pulite, azzurre.
Non vi ho detto il paese, vero? E' Abbazia Pisani.




Ieri il mio compleanno è stato ricco di auguri e di doni: fiori, ricami e libri.

 

 
Orchidee

















Libri!

lino colorato, schemi del Parolin e la sua nuova teleria Autunno 2012
 



















Spero che il prossimo sia un poco più sereno.
un abbraccio
marina

8 commenti:

Akita Otsuka ha detto...

Mi fa piacere leggerti, che bei ricordi.. Cuanti doniiii!!! Adesso avrai libri da leggere per un' anno ed stoffe per una vita di proietti.
Un bacio, e sì, speriamo che l' anno prossimo tu e tutti noi possiamo avere un periodo migliore. Un abbraccio stretto stretto. Un bacione e ti auguro un felice fine settimana. Varluccia.

barbara4stagioni ha detto...

Che bello leggere i tuoi post Marina e sai che un po' ricorda la mia infanzia.
Si perche' anch'io ho vissuto sino a 17 anni in una vecchia casa colonica ai confini tra Vigonza e Cadoneghe (PD).
Bei ricordi...e ogni volta che sogno di notte di essere in casa..mi ritrovo sempre in quella...non riesco mai a sognare la casa attuale o dove ho abitato gli ultimi anni prima di sposarmi.
Complimenti per il bel bottino...anzi one del tuo compleanno.
Un abbraccio carissima Marina.

cri66 ha detto...

Uauhh che bel bottino e quanti bei ricordi, grazie di averli condivisi! Io delle mie estati ricordo la libertà e la tranuillità, ma il caldo che c'è adesso non lo ricordo proprio :o))) e le lucciole, le piccole stelle che accompagnavano le ns esplorazioni estive....bei tempi e quanta serenità!
di nuovo complimenti per il bottino compleannoso e aspettiamo foto della nuova produzione :o)
Un abbraccio
cri

cuore antico ha detto...

Quanti bei ricordi...forse come dici tu il caldo era lo stesso ma io credo meno afoso visto l'aria di sicuro meno pesante e più pulita.
Ricordo di aver letto un bel pò di tempo fa un post che parlava di una famiglia che viveva vicino alla ferrovia...forse quella famiglia era la tua ed erano i tuoi ricordi pure quelli.
Lo ricordo perchè quel post mi aveva colpita.
Debora

Claudia Rita ha detto...

Sarà l'età, ma anch'io spesso mi tornano alla mente ricordi del passato con una certa nostalgia.... è bello ogni tanto raccontare!
Ora tutto è cambiato, il paesaggio, le persone, il modo di vivere.....
peccato!!..
erano tempi con più povertà ma sicuramente più migliori di adesso!
Grazie per avere condiviso con noi!
Un abbraccio Claudia

Nefertari ha detto...

Bellissimo questo tuo post, tenero e struggente. Anche mio nonno paterno era di Padova e anche se lui ha dovuto spostarsi molto presto dalla sua terra, dove io torno sempre volentieri ancora oggi.
Mariagrazia

Encarna ha detto...

Caro amico, anche se un po 'in ritardo, vi auguro un buon compleanno con tutto il cuore, sono molto dimentico dei compleanni, quindi chiedo perdono per dimenticare, ma meglio tardi che mai. Mando un grande abbraccio e la mia amicizia, amore e gratitudine sempre, sempre. Molto bella meritato i loro doni

Pamela ha detto...

Leggo ora il tuo post, sono parecchio assente dal web in questo periodo e quindi, con ritardo, tanti auguri!