domenica 3 luglio 2011

vacanze ieri e oggi

Oggi Cristina è partita per le vacanze al mare...ovviamente con la sua dolce metà Alessandro.
Ma questo sarà un altro post...
Mi sono tornate in mente le mie vacanze di quando ero piccola, perchè andare via col fidanzato era una cosa impensabile quando io avevo ventanni.
No, parlo delle mie vacanze al mare nella colonia dei ferrovieri di Bellaria. In un vecchio post avevo già detto qualcosa di questo: l'iscrizione arrivava di solito verso febbraio-marzo e io iniziavo a piangere perchè non volevo mai andarci (povera scema), poi si sceglieva il turno (luglio o agosto) e il primo del mese si partiva. Il treno allestito dalle FS per le colonie estive partiva da Torino e raccoglieva nelle stazioni più importanti noi ragazzine e poi ci portava fino a Bellaria. I maschi mi sembra andassero a Cervia o Porto San Giorgio...

"La colonia...Una città nella città. Così appare ancora oggi agli occhi di chi ne ha vissuto gli anni d'oro la colonia dei Ferrovieri: una cittadella a sé, completamente autonoma, in grado di garantire ai bambini ospitati una vita sana, fatta di scuola, gioco, ginnastica, abiti nuovi e adeguati, tre o quattro pasti quotidiani. Tanto che, a volte, i bambini di Bellaria e Igea guardavano con un filo d'invidia quei loro coetanei ben vestiti, che mangiavano carne più volte a settimana e vivevano tutti assieme, lontani dal controllo dei genitori, al confronto dei quali le istitutrici, dall'esterno, apparivano ben poca cosa. La storia della colonia, sorta negli anni '30, in pieno periodo fascista, è intimamente legata ad alcuni valori rappresentati dal regime, quali l'inquadramento e la gestione della vita sociale.
Fino al 1968-69 la colonia ospitava il collegio nei mesi invernali, trasformandosi poi in colonia estiva col sopraggiungere della bella stagione. “Quando finivano le scuole, le aule si riorganizzavano come camerate: c'erano la camerata rosa, azzurra, gialla, verde e bianca. ..(e io credo di essere stata in quella gialla e in quella verde)











Alle 7,30 c'era la sveglia per noi ragazzine, l'appello, il cubo al letto e poi si usciva per l'alzabandiera. Dopo la colazione, c'erano circa 20 minuti di ginnastica e infine ci si recava al mare. Eravamo tante....circa 600 bambine divise in circa 22 squadre che sulla spiaggia venivano divise in due gruppi: uno stava sul lato Bellaria, l'altro sul lato Igea. Si giocava...(mi ricordo certe buche che fingevamo fossero automobili!)e verso le 11 era l'ora del bagno: i bagnini stendevano in acqua i pali e le corde che delimitavano la zona di bagno e non si poteva assolutamente oltrepassare quei limiti. L'attenzione a fornire il meglio era altissima, così come rigorosi erano i controlli e la scelta degli inservienti. Le quali, spesso, erano le mogli degli stessi ferrovieri".Poi il ritorno in colonia, il pranzo (mi sembra di sentire ancora adesso l'odore del sugo) e il riposo del pomeriggio. Mi sembra di ricordare che ci si alzava alle quattro, si faceva merenda e poi ancora in spiaggia. Alla sera prima della cena c'era l'ammaina bandiera con la preghiera e la canzone. E me le ricordo!


"A Te grande e potente Iddio, a cui obbediscono i venti e le onde, noi bimbe d'Italia da questa nostra ridente colonia eleviamo i cuori. Benedici al sorgere (al calar) di questo giorno le nostre case lontane, i nostri genitori e tutti quelli che ci vogliono bene, le persone che ci aiutano a crescere ...e poi non mi ricordo più. So che alla fine si diceva tutti Benedici e chi aveva detto la preghiera ordina all'alfiere di ammainare o alzare la bandiera. E si cantava la canzone:


"Com'è bella la nostra bandiera, come splende di luce sincera

batte in petto più fervido il cuore alla vista del bel tricolor!

Sventola in cima ai monti, sventola in mezzo ai mari, sulle torri, sui tetti e sugli altari. Com'è bella la nostra bandiera come splende di luce sincera, batte in petto più fervido il cuore alla vista del bel tricolor...alla vista del bel tricolor!"

Dopo la cena si restava a giocare nella pineta e, se non ricordo male, alle nove si rientrava in camerata e ci si preparava per la notte. Una mezzoretta per leggere, scrivere a casa ...poi le luci venivano spente alle dieci e partiva il disco del Silenzio di Nini Rosso...cavoli se me lo ricordo bene!!!


Per curiosità ho provato a dare un'occhiata su internet per vedere se c'era qualche immagine e ho trovato molto di più...purtroppo!
La colonia è stata abbandonata dal 2002 ai vandali, anche se ho letto che in questi giorni è stata acquistata da privati per farne un hotel di lusso. Le immagini che ho trovato su un video di youtube mi hanno rattristato...se non riusciamo a conservare le nostre cose in maniera decorosa e civile come potremo mai pensare di essere un popolo decoroso e civile? Stiamo sempre di più rovinando tutto, adattandoci a comportamenti e modi di fare che non sono nostri, ribellandoci alle elementari norme di educazione, di civiltà e cultura che ci hanno sempre caratterizzato e che da un po' di tempo a questa parte vogliono farci credere che siano costrizioni inutili e dannose alla nostra libertà. Dove sono finite la buona educazione, il rispetto per gli altri e per le cose, l'obbedienza, le regole, la dignità, l'orgoglio per le nostre tradizioni ...




(Questo era il lato davanti della colonia, il viale che percorrevamo per andare al mare che si vede subito dopo la casa del custode sullo sfondo.)

Le altre foto nella pagina sono (dall'alto in basso)

l'ingresso

una delle torrette che dividevano le varie ali con le camerate e dove andavo spesso a vedere il mare
la camerata rossa

la camerata gialla

il refettorio


7 commenti:

mimma ha detto...

Con questa bellissima descrizione di atmosfere lontane, mi hai riportato alla memoria sensazioni e ricordi sepolti dal tempo. Ed era proprio come le hai descritte tu: sembra di riviverle.
Io in colonia non sono mai andata ma ricordo benissimo che mi sarebbe piaciuto. Da piccolo andavo sempre a Cattolica, alla Villa Fulgida,con una zia che non aveva figli e mi aveva quasi adottata... ma solo per il periodo estivo. E vedevo passare tutta questa teoria di bambini che dici tu, con i loro cappellini gli zoccoletti, spesso tenendosi per mano.vestiti più o meno tutti allo stesso modo. E insomma mi ricordo tutto ecco. Grazie per averlo ricordato con tanta vivezza. Eravamo felici e non ce ne rendevamo conto!

Verena Poloni ha detto...

Che ricordi.... Anch'io sono stata in questa colonia, tantissimo tempo fa oramai! Sigh sigh... Ed ho guardato con tristezza il filmato sullo stato di abbandono in cui versa.... Ho riletto il tuo scritto, e mi ci sono ritrovata. Io partivo da Castelfranco Veneto, e ricordo il viaggio in littorina fino a PD con cambio e poi via, con tanti bimbe ..... Conservo con cura le poche foto di allora..... Ho passato delle bellissime vacanze... Camarata verde ( su per le scale, primo piano a dx in fondo.... E camerat blu, al terzo piano mi par di ricordare! Un saluto a tutte quelle che hanno avuto la possibilita' di esserci! Verena

Anonimo ha detto...

Da qualche anno vado a Bellaria per convegni di attività e sempre ho pensato alla Colonia che mi ha ospitato nel '62 e '63 ma non l'ho mai cercata. Questa volta al ritorno ho fatto ricerche e...E' LEI ! Mi sono ritrovata nei ricordi che ho letto. Anche se , piccola, la nostalgia di casa era tanta, ho sempre ricordato e ricordo quelle settimane con un sorriso.
E' vero, ancora sento il profumo del sugo, i "sedani" (pasta), il cubetto di marmellata a merenda con le fette di pane, i libri acquistati dall'ambulante, la conta delle carrozze dei treni che passavano, i costumi rigidi quando si mettevano al mattino del sale asciugato, le camicie delle domenica a righine bianche e azzurre, le divise troppo grandi, le marionette, il cinema visto sedute a terra, i giochi in pineta/giardino, lo spray per proteggerci dal sole...giocare a noccioli...Per me un'esperienza interessante e formativa ( nel mio caso almeno )...Ancora sorrido :o) Mavì

Monica ha detto...

Sono passati circa 40 e questa struttura ancora oggi mi inquieta. Per me è sato un vero incubo e mi ha segnato per sempre. Mi hanno mandato per due anni di seguito. Del primo non ho praticamente ricordi, ma del secondo serbo ancora oggi con angoscia gli alzabandiera, la toilette al mattino con quella fila di lavandini dove spesso ci trovavamo dei pipistrelli, la messa della Domenica, i pianti alla sera in quelle enorme camerate con la luce blu notturna, i pasti che non andavano giù e nascondevo per non farmi sgridare. Le mie lettere imploranti che mi venissero a prendere. Infine ricordo la vice direttrice che presa da pietà fece arrivare mio padre per farmi portare via. Conservo una foto di quel giorno, sembro una bambina anoressica. Una vera pena.

Monica ha detto...

Sono passati circa 40 e questa struttura ancora oggi mi inquieta. Per me è sato un vero incubo e mi ha segnato per sempre. Mi hanno mandato per due anni di seguito. Del primo non ho praticamente ricordi, ma del secondo serbo ancora oggi con angoscia gli alzabandiera, la toilette al mattino con quella fila di lavandini dove spesso ci trovavamo dei pipistrelli, la messa della Domenica, i pianti alla sera in quelle enorme camerate con la luce blu notturna, i pasti che non andavano giù e nascondevo per non farmi sgridare. Le mie lettere imploranti che mi venissero a prendere. Infine ricordo la vice direttrice che presa da pietà fece arrivare mio padre per farmi portare via. Conservo una foto di quel giorno, sembro una bambina anoressica. Una vera pena.

Anonimo ha detto...

Monica ha ragione. Sono stata in questa colonia per tre anni, dal 1961 al 1963, e rivederla, anche se solo su Internet, mi inquieta. Ho cancellato quasi tutto: ricordo solo il rigore, l'irreggimentazione, l'essere niente più che soldatini in pagliaccetto a righe. Piangevo quasi ininterrottamente dal primo all'ultimo giorno, la nostalgia era tremenda, ma ai genitori era priobito venirci a visitare, potevano solo farlo di nascosto, dietro una rete, da lontano, senza poterci neppure abbracciare; però a tavola, in un atto di estremi sadismo, suonavano a tutto volume la canzone "Mamma son tanto felice, oerche ritorno da te". Scrivevo lettere imploranti che la "signorina" censurava e mi faceva riscrivere. La posta mi veniva consegnata aperta, già letta dalla sorvegliante. Tutti gli anni i miei genitori venivano a prendermi circa una settimana prima della fine, eppure l'anno dopo mi rimandavano. Era il purgatorio che dovevo passare in luglio per accedere al paradiso delle vacanze familiari in collina, in agosto. Mi è servito solo a diventare sempre più timida, impacciata, chiusa, introversa: ha segnato indelebilmente la mia adolescenza e il mio rapporto con gli altri, a lungo. Non riesco, con tutta la buona volontà, a trovare nessun lato positivo in questa esperienza concentrazionaria inflitta a una bambina di otto-dieci anni. (O forse, un lato positivo c'è: mi ha insegnato a odiare ogni sorta di autoritarismo, imposizione, fascismo - e il ragù fatto con le scatolette!)

eroin76 ha detto...

...quanti ricordi, fiera di essere figlia di un ferroviere ormai in pensione.
Sono appena tornata da un weekend con la mia famiglia,i miei figli,e prima di tornare a casa ho voluto passare per di qua.... oi oi oi ma che fine orrenda...
Sono trascorsi ben 28 anni dal mio ultimo anno, ben sei estati trascorse qui e in una di Riccione, due turni... quanto mi sono divertita e quanti amici.chissà....